È l’incubo distopico del romanzo di George Orwell 1984 sta per diventare realtà a Bologna? O la città italiana sta solo facendo un uso innovativo delle ultime tecnologie?

Le autorità inizieranno a gennaio un processo di sei mesi che vedrà fino a cinque droni utilizzati per individuare la criminalità e gestire eventi pubblici.

“Il sistema sarà utilizzato per i grandi eventi, per l’incolumità dei cittadini, per abusi edilizi o reati ambientali, la privacy è garantita dalle leggi dello Stato, quindi non c’è rischio”, ha affermato Alberto Aitini, consigliere comunale di Bologna.

Il progetto, visto il via libera dell’Ente per l’Aviazione Civile (ENAC), vedrà Bologna diventare la prima città del Paese a sperimentare un sistema di sorveglianza multidrone.

La telecamera del drone può vedere 14 chilometri di distanza durante il giorno e sei chilometri di notte.

“A Bologna la particolarità è avere un sistema multidrone, cioè più droni che volano contemporaneamente”, ha detto Riccardo Delise, membro dell’ENAC. “In questo senso è una sperimentazione unica”.

Il consiglio comunale di Bologna deciderà dopo sei mesi se proseguire con il progetto.

Il romanzo di Orwell, pubblicato nel 1949, prevedeva un futuro di guerra perpetua e una società in cui ogni cittadino è sotto costante sorveglianza.